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Crescita, consulenza e valore umano: conosciamo Maria Grazia Battaglia di DRD Recruiting

Per Maria Grazia Battaglia il percorso in DRD Recruiting rappresenta l’opportunità di trasformare un interesse coltivato nel tempo in una crescita professionale concreta, fatta di metodo, confronto e responsabilità.

In questa intervista ci racconta il suo ingresso nel mondo della ricerca e selezione, il valore dell’head hunting, l’importanza di riconoscere il potenziale delle persone e il significato di crescere all’interno di una realtà che mette al centro competenze, fiducia e relazioni autentiche.

Cosa ha rappresentato per te l’ingresso in DRD Recruiting?
La mia esperienza in DRD Recruiting rappresenta un percorso di crescita importante, sia dal punto di vista professionale sia personale.

Fin dal mio ingresso ho avuto la possibilità di avvicinarmi concretamente a un settore che desideravo conoscere e approfondire da tempo: quello delle Risorse Umane e, in particolare, della ricerca e selezione del personale.

In passato ho frequentato un Master in Risorse Umane proprio con l’obiettivo di inserirmi in questo ambito, che ho sempre sentito vicino alle mie inclinazioni personali e professionali. Entrare in DRD mi ha dato l’opportunità di trasformare questo interesse in un’esperienza concreta, permettendomi di formarmi partendo da zero e di costruire, giorno dopo giorno, competenze, consapevolezza e fiducia nelle mie capacità.

Cosa ti ha colpito maggiormente del percorso in DRD?
Entrare in una realtà strutturata come DRD mi ha permesso fin da subito di scoprire un approccio diverso rispetto a quello delle agenzie tradizionali.

Il mondo della consulenza è sempre stato ciò che più mi affascinava, soprattutto per la possibilità di creare un ponte tra persone e aziende, comprendendo a fondo le esigenze di entrambe le parti. In questo ruolo ho trovato una sintesi perfetta tra questi aspetti.

Fin dai primi giorni, l’approccio pratico adottato dall’azienda mi ha aiutata a comprendere le dinamiche dell’head hunting. Osservare le colleghe sul campo, confrontarmi con situazioni reali e apprendere quotidianamente metodologie, tecniche e approcci professionali mi ha permesso di costruire basi solide e di acquisire una visione sempre più completa del settore.

Come descriveresti la tua crescita professionale in questi mesi?
Oggi, a distanza di diversi mesi dal mio ingresso in DRD, mi rendo conto del grande percorso di crescita che sto compiendo e di quanto questo sia legato al contesto in cui ho avuto la possibilità di inserirmi.

DRD è per me un ambiente stimolante, dinamico e orientato alla crescita, capace di valorizzare le persone e di accompagnarle in un percorso concreto di sviluppo professionale.

Ogni giorno rappresenta un’occasione per mettermi in gioco, imparare qualcosa di nuovo e migliorare le mie competenze, all’interno di una realtà che offre strumenti, metodo, confronto e fiducia.

Guardandomi indietro, vedo una persona profondamente cambiata: più consapevole, più preparata e più sicura delle proprie capacità. Ho affinato tecniche di selezione, capacità relazionali, approcci consulenziali e procedure operative che oggi fanno parte del mio modo di lavorare.

Quanto è stato importante il supporto ricevuto durante il percorso?
Essere stata affiancata e seguita passo dopo passo è stato fondamentale.

Mi ha permesso non solo di crescere con maggiore sicurezza, ma anche di osservare il percorso di chi, prima di me, è riuscito ad affermarsi all’interno dell’azienda. Questo rappresenta per me una fonte di ispirazione continua e mi rende orgogliosa del cammino professionale che sto costruendo.

Credo che il valore di un’organizzazione si misuri anche dalla capacità di creare le condizioni perché ciascuno possa crescere, sperimentare, assumersi responsabilità e riconoscere progressivamente il proprio valore.

Qual è l’aspetto che più ti appassiona del lavoro di Recruiter?
Uno degli aspetti che più mi appassiona di questo lavoro è comprendere il valore che si nasconde dietro ogni relazione, sia con il candidato sia con il cliente.

Dietro ogni curriculum c’è una storia, un percorso, un insieme di esperienze, aspettative e potenzialità che spesso vanno oltre ciò che appare a una prima lettura. Credo che il nostro ruolo sia proprio quello di saper cogliere queste sfumature e valorizzarle.

La soddisfazione più grande arriva quando si riesce a creare il giusto incontro tra una persona e un’opportunità professionale. Sapere di aver contribuito al percorso di crescita di qualcuno, di aver aiutato un candidato a trovare il contesto più adatto alle proprie competenze e di aver supportato un’azienda nell’individuazione della risorsa giusta rappresenta, per me, il vero significato di questo lavoro.

Cosa significa per te riconoscere il potenziale delle persone?
Ciò che apprezzo molto della mia attività è la possibilità di guardare oltre i limiti apparenti e riconoscere il potenziale delle persone.

Mi piace poter offrire opportunità anche a chi, magari per motivi anagrafici o per percorsi professionali non lineari, pensa di non avere più possibilità di rimettersi in gioco.

Credo fermamente che il valore di una persona possa essere misurato anche dalla motivazione, dalle competenze, dall’esperienza e dalla volontà di crescere.

In un periodo storico caratterizzato da importanti cambiamenti generazionali, ritengo sia fondamentale mantenere uno sguardo aperto e inclusivo, capace di riconoscere il talento in tutte le sue forme.

Come hai vissuto l’esperienza del full remote?
L’esperienza del lavoro full remote ha rappresentato per me una scoperta estremamente positiva.

Non immaginavo quanto potesse essere stimolante lavorare a distanza e quanto questa modalità potesse contribuire al mio benessere personale e professionale.

Mi consente di organizzare meglio il mio tempo, coltivare le mie passioni e mantenere un equilibrio che si riflette positivamente anche sulla qualità del mio lavoro.

Contrariamente a quanto spesso si pensa, lavorare da remoto non ha ridotto la qualità delle relazioni professionali. Al contrario, mi ha insegnato a costruire connessioni autentiche anche attraverso la distanza.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi professionali?
Guardando al futuro, desidero continuare a crescere insieme a DRD, contribuendo con impegno, passione e responsabilità al percorso che l’azienda sta costruendo.

Per me diventare consulente significa non solo acquisire sempre maggiore autonomia e competenza, ma anche sentirmi parte attiva di una crescita condivisa, in cui il mio sviluppo professionale possa andare di pari passo con quello della realtà di cui faccio parte.

Credo molto nel valore del supporto reciproco: crescere in un’azienda significa anche accompagnarne l’evoluzione, contribuire con il proprio lavoro quotidiano, mettere a disposizione energie, idee e motivazione e, allo stesso tempo, lasciarsi guidare da un contesto capace di offrire stimoli, fiducia e nuove opportunità.

Cosa rende speciale, per te, il percorso che stai vivendo in DRD?
Oggi posso affermare che questa esperienza mi sta insegnando molto più di quanto immaginassi.

Mi dimostra ogni giorno che le relazioni autentiche possono nascere anche a distanza e che il lavoro di squadra, la collaborazione e la condivisione rappresentano il vero motore di un’azienda.

Anche i momenti di incontro organizzati da DRD durante le Convention annuali rafforzano ulteriormente questo legame. Quando ci ritroviamo insieme non siamo soltanto consulenti, ma persone accomunate da passioni, ambizioni, sogni e obiettivi.

È proprio questa dimensione umana, fatta di confronto, crescita e condivisione, che rende speciale il percorso che sto vivendo.

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