Da una passione a una professione: conosciamo Alessandra Cannizzo, HR recruiter in DRD Recruiting
Dopo un’esperienza nel retail, Alessandra Cannizzo ha trovato in DRD Recruiting il luogo ideale per realizzare la sua ambizione: diventare recruiter.
Con il supporto di un team solido e una formazione mirata, oggi si dedica con passione alla creazione del match perfetto tra candidati e aziende.
Puoi raccontarci il tuo percorso professionale prima di entrare in DRD Recruiting?
La mia esperienza in DRD Recruiting è iniziata dopo quattro anni di lavoro nel mondo del retail come adv. Quell’esperienza mi ha formato sotto molteplici aspetti, ma era lontana da ciò a cui realmente ambivo.
Durante quel periodo, ero affascinata dal lavoro della nostra HR, e questo mi ha spinta a chiedermi: “Perché non posso farlo anch’io?”. Così, ho deciso di intraprendere questa nuova strada.
Come è nata l’opportunità di lavorare in DRD Recruiting?
Con grande entusiasmo, ho colto al volo l’opportunità che Elena, che si occupa di Staffing/Onboarding, mi ha presentato sin dal primo contatto. Alla conclusione dell’iter di selezione, questa opportunità si è concretizzata, aprendo le porte al mio percorso in DRD.
Quali sono stati i principali aspetti della tua formazione in azienda?
DRD mi ha offerto una formazione completa a 360 gradi. Ho appreso nel dettaglio i compiti e i requisiti di ogni singola posizione lavorativa da ricercare, l’utilizzo dei portali di ricerca e selezione, l’attività di head hunting e l’organizzazione aziendale.
Grazie al team, che mi ha resa parte integrante di un progetto in cui ho creduto sin dall’inizio, ho potuto imparare moltissimo anche dai confronti quotidiani con le recruiter senior.
In che modo la formazione continua influisce sul tuo lavoro quotidiano?
La formazione in DRD è un processo continuo. La nostra tutor ci ha supportati sin dai primi colloqui, mettendo in risalto gli aspetti fondamentali di ogni job. Ancora oggi c’è sempre qualcosa da imparare e approfondire, e questo stimola costantemente la mia crescita professionale.
Quali sfide affronti nel tuo ruolo e cosa ti motiva a superarle?
La mia sfida principale è individuare il miglior candidato per l’azienda assegnata e, al contempo, offrire al candidato l’opportunità ideale nell’azienda giusta.
Il lavoro a successo per le aziende è impegnativo, ma è gratificante sapere che siamo per le aziende un vero partner che si impegna al massimo per raggiungere i risultati.
Come descriveresti l’esperienza di lavorare da remoto per DRD?
Lavorare da remoto genera pareri contrastanti, ma per me DRD rappresenta un gruppo solido e presente. La mia giornata è flessibile e gestibile, sempre con un’accurata organizzazione che mi aiuta a concentrarmi sui risultati.
Inoltre, l’AD colma la distanza organizzando convention che ci permettono di incontrarci dal vivo, creando momenti ricchi di formazione, aggiornamenti e divertimento.
Quali sono le tue soddisfazioni più grandi nel lavoro di recruiter?
La mia più grande soddisfazione è realizzare le aspettative sia del candidato sia dell’azienda, che “si trovano” e scelgono di lavorare insieme. Mi entusiasma anche lavorare in squadra con le colleghe su progetti complessi, dove dividiamo le posizioni e rendiamo il lavoro dinamico e stimolante.
A chi consiglieresti un percorso in DRD Recruiting?
Consiglio questa esperienza a chi, come me, parte da zero ma desidera intraprendere un percorso formativo per imparare una professione e diventare recruiter o head hunter. Il percorso è sfidante, ma offre l’opportunità di crescere professionalmente, superare ostacoli e ottenere grandi soddisfazioni.
Cosa provi nell’essere parte della squadra DRD?
Quello che faccio ogni giorno mi piace e mi rende orgogliosa di far parte di questa famiglia. Lavorare in DRD mi permette di crescere costantemente, dando opportunità professionali a tante persone e supportando le aziende nei loro processi di selezione.